Alimentazione nella prima infanzia

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Ci siamo, per fortuna, lasciati alle spalle quel tempo in cui si usava dare poppate tutte esattamente della stessa quantità e a orario fisso. Oggi prevale il buon senso e si ritiene preferibile un atteggiamento più morbido, “a richiesta” del neonato. Questo significa rispettare le sue richieste e il suo appetito.

  1. al seno:non interrompete la poppata ritenendo che ciò che il neonato ha avuto è sufficiente: sarà lui stesso a deciderlo, staccandosi quando è sazio.
  2. con il biberon: non forzate mai il neonato a finire il biberon, se fa capire di non averne più voglia.
  3. preparate una quantità leggermente superiore alla media indicata dal pediatra. Alcune volte il neonato la finirà tutta, altre volte la lascerà: in media prenderà quello che gli abbisogna, e i pasti risulteranno di conseguenza più calmi.

Per quanto riguarda gli orari non è il caso di rispondere con offerta di latte ad ogni pianto del neonato, che potrebbe, magari, avere sete (provate a calmarlo con uno o due cucchiaini di acqua) o aver semplicemente bisogno di conforto. E’ deplorevole interrompere un profondo sonno del neonato perchè è “ora della poppata”, oppure lasciare urlare il piccolo affamato per una mezz’oretta perchè “è troppo presto per dargli il latte”. La regolarità non deve essere una mania, così l’atmosfera dei pasti sarà migliore.

Per quanto riguarda il numero dei pasti, varia a seconda dell’età. Fino a tre mesi di vita, il neonato, in media, fa sei-otto poppate (a richiesta), mentre dai tre-cinque mesi gli occorrono 5-6 biberon. Fra i cinque e sei mesi i biberon diventeranno 4, e il bambino potrà iniziare a maneggiare il cucchiaino. Dai sette ai nove mesi i pasti saranno quattro, alternando cucchiaino e biberon; dai nove mesi all’anno d’età, fermo restando il numero dei pasti, il piccolo comincerà ad usare (lasciatelo pasticciare, se vuole) il piattino con il cucchiaino, la tazzina e il bicchierino per bere. Da un anno a due anni è il momento in cui il bambino impara a mangiare correttamente, al tavolo degli adulti o con i fratelli maggiori: dal loro esmpio e da quello dei genitori apprenderà, senza essere forzato nei suoi tempi naturali, a usare correttamente il cucchiaino, il piatto e la fondina, la tazza e il bicchiere. In questo periodo è molto importante non lasciare mai il piccolo in condizioni di potenziale rischio (per sè e anche per gli altri commensali): non deve avere a portata di mano nè la forchetta nè il coltello con cui potrebbe ferirsi anche seriamente, e anche nell’uso del bicchiere di vetro bisognerà stare attenti che non possa romperlo, caso mai sostituitelo con uno infrangibile finchè il piccolo non sarà in grado di coordinare i propri gesti e padroneggiarli.

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