L’alcool è rischioso per la nostra salute generale e rappresenta un’insidia per la linea. Teniamo d’occhio, oltre ai piatti, anche i bicchieri.

Le bevande alcoliche sono notoriamente nocive alla nostra salute.

L’abuso di alcolici può causare, tra le altre conseguenze possibili, alterazioni del metabolismo, ipertensione e diverse forme di intossicazione. E a tutti sono noti gli effetti letali che possono derivare quando ci si mette alla guida in stato di ebbrezza, con il pericolo di causare seri danni a se stessi e agli altri.

C’è un altro rischio connesso al consumo di alcolici, apparentemente meno temibile rispetto a quelli menzionati, ma da tener comunque presente: vino, birra e liquori rovinino la linea, il girovita in particolare.

Tale pericolo non sembra essere noto ai più. Un recente sondaggio, condotto per conto del Ministero della Sanità britannico, ha evidenziato come ben il 40% degli oltre 2.000 adulti intervistati non fosse a conoscenza del potere calorico delle bevande alcoliche. La campagna ideata dal Ministero della Sanità del Regno Unito, chiamata “Know your limits“, ha voluto sensibilizzare i cittadini britannici sugli effetti negativi dell’alcool. Sottolineando come, per esempio, chi beve regolarmente birra (con una media di cinque pinte a settimana) in un anno assume lo stesso numero di calorie di chi mangia oltre 220 bomboloni alla crema, mentre chi beve abitualmente vino incamera, sempre nel giro di un anno, l’equivalente in calorie di 28 cene a base di carne.
Sono dati di rilievo, tali da indurci a prestare molta attenzione non solo al contenuto dei piatti che mangiamo, ma anche a quello dei bicchieri da cui ci dissetiamo.

Le bevande alcoliche sono dette così perché contengono alcool alimentare, detto anche alcool etilico o etanolo. Si tratta di una sostanza ottenuta dalla fermentazione degli amidi contenuti nei cereali (è il caso della birra) o degli zuccheri presenti nella frutta (è il caso del vino). La concentrazione di alcool etilico all’interno di una bevanda viene misurata in gradi.

Gli effetti dell’alcool sull’organismo umano sono variabili a seconda della quantità che è stata ingerita, della gradazione della bevanda e del fatto che nello stomaco sia presente o meno del cibo.

L’alcool viene assorbito dall’apparato digerente e, attraverso il sangue, raggiunge tutto l’organismo. Una parte viene eliminata per mezzo di sudore, urine e respirazione (alito), la parte restante viene trasformata dal fegato mediante l’azione di un enzima specifico (alcol-deidrogenasi). In seguito alle trasformazioni chimiche si formano acqua e anidride carbonica, ma si libera anche dell’energia calorica: a ogni grammo di alcool etilico corrispondono 7,3 calorie.

L’alcool non può essere immagazzinato nei tessuti di deposito, dunque l’organismo lo utilizza per venire incontro ai bisogni energetici immediati. Ma quando viene ingerito in quantità eccessive, non subisce le ordinarie trasformazioni e si generano sostanze tossiche che provocano danni alla nostra salute.

Per un individuo adulto, è da ritenersi tossica una quantità di alcool superiore a 1 grammo/1,5 grammi per ogni chilogrammo di peso corporeo assunta nel giro di 24 ore.

Per calcolare quanti grammi di alcool sono presenti nelle bevande che consumiamo, occorre applicare una formula, che di seguito riportiamo:

quantità di alcool espressa in grammi = (gradazione alcolica X 0,8 X volume in centilitri) : 10

Immaginiamo di bere 10 centilitri di un vino dal tenore alcolico di 10 gradi. Applicando la formula sopra riportata, avremo: (10 x 0,8 x 10):10.
Il risultato delle operazioni ci dice che, nel nostro esempio, si assumono 8 grammi di alcool etilico. E dal momento che per ogni grammo di alcool si devono conteggiare 7,3 calorie, i 10 centilitri di vino forniscono poco meno di 60 calorie.

Sempre utilizzando la stessa formula, possiamo giungere alla conclusione che un buon calice di vino nasconde le medesime calorie, circa 120, di una fetta di torta, mentre una pinta di birra, con le sue 170 calorie, risulta equivalente a una salsiccia dal punto di vista calorico. Le calorie contenute nell’alcool sono però definite come “inutili” oppure “vuote”, in quanto sono estremamente povere di sostanze nutritive.

Possiamo smentire una diffusa credenza, ossia che la birra fa ingrassare più del vino: la quantità di alcool che ingeriamo, in base a cui possiamo determinare il numero di calorie assunte, dipende da quanto si beve, non da cosa si beve.

Come già detto, l’alcool non è immagazzinato dall’organismo ma è metabolizzato prima di altre sostanze. Ne consegue che molti altri elementi nutritivi contenuti nel cibo restano più a lungo nell’organismo, impedendo il corretto svolgimento dei processi tramite cui si smaltiscono i grassi.
Ecco perché un cospicuo consumo di alcolici determina un accumulo di adipe che tende a presentarsi in modo più evidente proprio nella zona addominale, sulla pancia.

La credenza popolare che addebita alla passione per la birra il gonfiarsi della pancia si basa su un dato reale, recentemente dimostrato da uno studio condotto dal medico inglese Martin Bobak dello University College London. Il dottor Bobak ha esaminato oltre 25.000 uomini e donne residenti in Polonia, Repubblica Ceca e Russia per analizzare il rapporto tra il consumo delle varie tipologie di bevande alcoliche e l’obesità, quella addominale in particolare.

E l’esito della ricerca è incontrovertibile: chi beve molti alcolici accumula grasso principalmente sulla pancia, in quanto non esiste una correlazione tra il consumo di alcool e l’incremento dell’obesità generalizzata rilevabile tramite l’indice di massa corporea. Ad aumentare è anzitutto la circonferenza del girovita.

Oltre alla quantità di alcolici consumati, contano anche le modalità con cui si beve.

Chi assume discrete dosi di alcolici in modo discontinuo, cioè solo in determinate occasioni, è maggiormente soggetto a obesità addominale rispetto chi invece beve regolarmente.

Il dottor Bobak sostiene che il cosiddetto “binge-drinking” (il consumo di grosse quantità di bevande alcoliche nel giro di poche ore), oltre a essere dannoso per il girovita, costituisce anche un fattore di rischio per diabete e patologie cardiovascolari.

Occorre anche correggere la convinzione diffusa secondo cui i digestivi alcolici siano effettivamente di aiuto per i processi digestivi. Poiché svolge una funzione calmante per i nervi dello stomaco, l’alcool elimina semplicemente la sensazione di avere lo stomaco pieno. E se il liquore è ricco di zuccheri, si assumono ulteriori calorie. Un esempio su tutti: un bicchierino di limoncello equivale a oltre 100 calorie.

Va infine rettificata l’idea secondo cui l’esercizio fisico consente di smaltire meglio gli alcolici, dal momento che la quantità di alcool che viene secreta attraverso la pelle con la sudorazione è davvero minima.

In ogni caso, purché il consumo di alcolici sia accorto e misurato, e sia accompagnato da una dieta equilibrata e da un’attività fisica regolare, non c’è da temere: la vostra linea non sarà certo compromessa da pochi sorsi di vino durante i pasti.