Dieta del diabete e nell’ipoglicemia

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Il diabete e la ipoglicemia sono due malattie che tipicamente possono essere trattate e curate anche attraverso la regolazione della quantità di zuccheri presenti nella dieta giornaliera. Entrambe le malattie comportano anormalità nel metabolismo del glucosio. L’insulina, un ormone prodotto dalla porzione endocrina del pancreas, facilita il trasporto del glucosio fin dentro le cellule dell’organismo assicurando in questo modo soprattutto l’energia necessaria per le normali funzioni del corpo.

Una volta che sia stato trasformato in grasso, poi, il glucosio può essere messo in riserva oppure utilizzato a seconda delle necessità dell’organismo. E’ la quantità di insulina nel sangue a regolare la quantità di glucosio circolante ( cioè la glicemia). Quando l’insulina è troppo poca il glucosio si accumula nel sangue (iperglicemia) fino a livelli dannosi. Quando invece l’insulina è troppa, i livelli di glucosio scendono, anche fino a quote inferiori a quelle richieste dall’organismo per soddisfare i bisogni energetici (ipoglicemia).

Nella persona che soffre di ipoglicemia accade, in generale, che il consumo di zuccheri provochi un aumento esagerato, cioè rapido ed eccessivo, di insulina: questo aumento dell’insulina esaurisce drasticamente la quantità di glucosio circolante, e provoca, di volta in volta, debolezza, brividi, vertigini, cefalea, nausea, senso di fame, svenimento.

Nel diabete, al contrario, il pancreas non produce le quantità adeguate di insulina, oppure questa non  riesce a svolgere la sua azione; di conseguenza il livello ematico di glucosio si fa troppo elevato. Ma, nello stesso tempo, dato che non è disponibile insulina sufficiente a rendere il glucosio utilizzabile dall’organismo (oppure l’insulina c’è, ma non riesce a funzionare), gli effetti finali sono logicamente gli stessi.

Due tipi di diabete

Esistono due tipi fondamentali di diabete.

  1. Il primo tipo di diabete comincia già nell’infanzia, è in genere particolarmente grave, è insulino-dipendente, e per lo più evolve rapidamente verso una compromissione dello stato di nutrizione generale, con magrezza accentuata.
  2. Il secondo tipo di diabete, invece, insorge in età adulta: a volte è annunciato e anticipato dall’ipoglicemia, varia da una moderata a una notevole gravità, compare gradualmente, non necessita con trattamento di insulina, si presenta spesso in individui sovrappeso e richiede speso l’uso di ipoglicemizzanti orali.

In genere, i sintomi più facili da riconoscere sono una più copiosa e frequente eliminazione di urina, un aumento della fame e della sete, una notevole debolezza, l’eventuale comparsa del glucosio nelle urine (glicosuria), l’acidosi con respiro acetonemico, prurito intenso, ecc

Conseguenze e problemi del diabete

E’ bene ricordare che sono particolarmente pericolose le conseguenze a lungo termine del diabete, conseguenze che interessano soprattutto i piccoli vasi, con effetti molto gravi a carico dell’occhio (retinopatia diabetica), del sistema nervoso (arteriopatie), del rene (glomerulosclerosi), della pelle (dermatite).

Molti diabetici possono essere addirittura curati con la sola dieta, mentre altri, oltre a seguire attentamente la dieta, la cui importanza rimane grandissima, devono anche ricorrere all’insulina o agli antidiabetici orali. I bambini possono, al contrario, essere curato con i farmaci: infatti, crescono rapidamente, e i loro bisogni totali di calorie non sono facili da soddisfare se l’ingestione di carboidrati viene limitata troppo severamente. Il diabete nell’età adulta compare più frequentemente nelle persone, il più delle volte obese, che abitualmente si concedono una dieta ad alto livello calorico, molto ricca di grassi e zuccheri. Anche l’ereditarietà gioca un suo ruolo.

Principi dietetici e consigli per il diabetico:

  • adeguare l’ingestione di cibo fino a raggiungere il peso ideale (o almeno un peso “accettabile”), tenendo conto della qualità e quantità dei cibi. per il diabetico obeso, il calo di peso dovrà essere progressivo e non superare 1 Kg. a settimana;
  • diminuire la quantità di quegli zuccheri semplici quali il saccarosio, il destrosio e altri, che vengono rapidamente assorbiti e trasformati in glucosio nell’organismo;
  • aumentare proporzionalmente le quantità di carboidrati complessi (presenti specialmente nella pasta, nel pane, nei legumi, ecc.) i quali vengono assorbiti in un periodo di tempo più lungo e vengono trasformati in glucosio nell’organismo più lentamente;
  • abituarsi a pesare tutti gli alimenti. Il paziente deve pesare anche sè stesso almeno una volta al mese;
  • suddividere l’alimentazione  quotidiana in un certo numero di pasti, numero che dipende molto dal tipo di trattamento farmacologico. In questo modo sarà possibile evitare sia le eccessive sollecitazioni dell’apparato che produce insulina, sia l’elevata iperglicemia che consegue a un pasto copioso, sia infine la chetosi che potrebbe insorgere durante un intervallo troppo lungo fra un pasto e l’altro. In ogni modo, è bene dirlo, la suddivisione oraria dei pasti più corretta va decisa di caso in caso, in accordo con il medico, sulla base del tipo di cura seguita e delle particolari condizioni di “quel” paziente.

Alimentazione consigliata dal diabetico

E’ bene che, in particolare, i carboidrati complessi siano introdotti a intervalli, sia come spuntino del pomeriggio o dell’ora di andare a letto, sia ai pasti principali, in modo che la produzione di glucosio nell’organismo, e quindi la sua circolazione nel sangue, rimanga la più stabile possibile invece di fluttuare in alto o in basso.

C’è poi l’aspetto particolare dei “sostituti” dello zucchero a tavola. E’ bene ricordare che una buona parte di queste sostanze (fruttosio, xilitolo, sorbitolo, ecc.) dà un apporto calorico molto simile a quello che dà lo zucchero da tavola, pur essendo esse, entro certi limiti, indipendenti dall’insulina. Invece, altre sostanze dolcificanti di sintesi (saccarina, aspartame, ecc.) sono praticamente prive di calorie alle dosi impiegate, ma hanno suscitato forti dubbi circa la loro sicurezza d’uso, specialmente se introdotte al di sopra di certe dosi.

Dalla dieta del diabetico sono banditi o fortemente limitati, tutti gli zuccheri ad assorbimento veloce, e quindi i prodotti e le bevande dolci, compresi il miele, i dolci in genere, i succhi di frutta dolcificati, la cioccolata, le caramelle, le marmellate, gli sciroppi, i liquori, i vini dolci o liquorosi.

E’ permessa con una certa larghezza la frutta (mele e agrumi), anche se contiene discrete quantità di zuccheri. Vanno abolite le bevande alcoliche: chi vi è abituato, può bere 100 ml. (un bicchiere piccolo) di vino ai due pasti principali.

I carboidrati possono arrivare a fornire circa metà della razione giornaliera di calorie. E’ particolarmente indicato il pane integrale. Dato che una frequente causa di morte prematura nei diabetici sono le malattie delle arterie che portano ad attacchi di cuore, è ragionevole che questi pazienti si comportino con molta prudenza sul piano alimentare generale: per questa ragione è bene che anche il sale da cucina, i grassi saturi (quelli animali per lo più) e il colesterolo siano limitati

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