Dieta nella convalescenza

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L’alimentazione influenza notevolmente la rapidità con cui ci si riprende da un intervento chirurgico o da una febbre di una certa gravità. Durante la convalescenza la dieta deve fornire buone quantità di proteine, per facilitare il recupero delle riserve proteiche intaccate durante la malattia; deve essere a elevato contenuto calorico, se il paziente è sottopeso; e deve anche essere curata in modo da stimolare e stuzzicare l’appetito del convalescente. Se esiste una certa forma di anemia, bisognerà fornire, su indicazione del medico, ferro supplementare.

Molti pazienti sono costretti a rimanere a lungo a letto anche nel corso della convalescenza: è quanto accade, per esempio, a coloro che sono reduci da gravi fratture o da estese ustioni. Una lunga permanenza a letto può peraltro portare a una demineralizzazione spinta delle ossa: è un rischio che va prevenuto, sia attraverso la fisioterapia e la ginnastica terapeutica delle parti del corpo che possono essere esercitate, sia attraverso una buona introduzione di calcio, mediante il cosnumo di grandi quantità di latte e dei suoi derivati.

Non bisogna tra l’altro dimenticare  che, in queste condizioni, il calcio che viene rimosso dalle ossa, è escreto con le urine, aumentando il rischio, nel caso in cui il flusso urinario sia ridotto, che si formino dei calcoli. Proprio per scongiurare questo pericolo, bisogna forzare il convalescente a bere molto, da 2 a 3 lt. di liquidi al giorno, assicurando così una diluizione delle urine che sia sufficiente a mantenere in soluzione i sali di calcio.

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