Ogni giorno veniamo bersagliati da migliaia di messaggi pubblicitari che tramite integratori, pantaloncini dimagranti e miracolose creme, promettono risultati sicuri per ottenere un fisico magro e scultoreo ( perché in tutte queste pubblicità scelgono modelle o modelli magri e muscolosi e non gente comune? ).

Eppure, al di là di tutte le chiacchiere, rimane il fatto che l’unico modo per dimagrire consiste nel creare un deficit calorico: bruciando una maggiore quantità di calorie, si dimagrisce punto e basta. Chiarito questo “magico” concetto, è importante stabilire quale sia il momento opportuno per creare tale deficit ed evitare che, insieme all’adipe, se ne vadano anche una buona parte di muscoli con il risultato “pelle e ossa”. La riduzione dell’apporto calorico, influisce negativamente sul Tasso Metabolico Basale (TMB).

Il metabolismo basale è la quantità d’energia necessaria per mantenere tutti i processi fondamentali dell’organismo che rappresenta il 60-70% del fabbisogno energetico totale.

Se il TMB è elevato, sarà consistente la quantità di calorie che vengono bruciate anche a riposo. Il meccanismo in questione dipende primariamente dal rapporto tra massa muscolare e massa grassa, più muscoli e meno grasso vuol dire più calorie bruciate, per il semplice motivo che il metabolismo muscolare è più attivo di quello del grasso. Tutti i fattori che provocano la riduzione della massa muscolare, vedi quelle drastiche diete che promettono di perdere tanti chili in pochi giorni, causerebbero l’abbassamento del TMB, rendendo molto difficile la creazione del deficit calorico di cui sopra.

Pianificate i pasti in base a quello che avete intenzione di fare nelle due ore successive o durante l’intera giornata in modo da ridurre il rischio d’immagazzinare le calorie in eccesso sotto forma di adipe ( la colazione dovrebbe essere il pasto tra i più calorici! ).

L’apporto calorico più consistente dovrebbe dunque precedere momenti di attività più intensa e viceversa. Un deficit calorico di circa il 10% sotto la dieta di mantenimento, associato ad una buona attività fisica, dovrebbe innescare quei famosi meccanismi che creando un deficit calorico permettono un’ottimale perdita del grasso. La perdita del grasso da parte del nostro organismo è un processo lento: i grassi sono così pieni di energia ( 1g di grasso equivale all’incirca 9 Kcal) che si può “bruciare” solo da 500g a 1Kg a settimana, una perdita ulteriore di peso è legata alla perdita di massa muscolare e soprattutto ad una pericolosa e futile disidratazione.

Nelle attività quotidiane come quella di stare seduti, viene bruciata una quantità minima di calorie, mentre qualsiasi attività ulteriore provoca lo smaltimento di una quantità maggiore di calorie. La tabella sotto riporta la quantità media di Calorie bruciate in un’ora di attività per kg di peso corporeo.

Le cifre indicate sono la media di valori attinti da varie fonti e rappresentano l’intensità relativa delle attività elencate.