Te lo stai chiedendo? Ebbene, questo articolo della Filosofia di Anti-Dieta, te lo spiegherà per bene!

Non so quali sono le tue conoscenze o credenze a livello di fisica e di esistenza dell’essere umano…

Forse hai già sentito parlare della triplice correlazione tra mente, corpo e spirito (alcuni dicono che sia questo il significato mistico del mistero della trinità della chiesa cattolica e di altre religioni).

Indipendentemente da cosa credi, prova a rispondi a questa domanda: tu cosa sei?

Un corpo, un’anima, una mente… o qualcos’altro ancora?

Ebbene, se pensi di essere solo ed esclusivamente un corpo (credi cioè che l’anima non esista), che funziona unicamente grazie alle reazioni chimiche, allora non voglio dirti che sbagli, ma ti chiedo di cambiare sito: questo non è materiale per te.

Se invece pensi di essere un corpo che ha un’anima ed una mente, ci stiamo andando vicino ma manca ancora qualche concetto evoluto.

Infatti sento molte persone, a volte anche uomini di chiesa, dire: “La mia anima ne soffre…”, “Le nostre anime si salveranno se…”, “mi ferisci l’anima facendo così…”.
Si parla cioè dell’anima come qualcosa che appartiene ad un individuo, come se l’anima fosse un componente di qualcosa.

Questo modo di credere la vita, lo vedo abbastanza limitato.

Tu cosa sei per primo? Un corpo, un’anima o una mente?

Io Credo, Sento e sono Felice di poterlo dire, che sono un’anima che poi ha una mente ed un corpo

E’ un concetto in assonanza con qualsiasi religione che crede nello spirito ma da all’anima una dimensione maggiore rispetto a quella che gli viene comunemente data.

Dire “Io sono un corpo che ha un’anima ed una mente”, significa che io considero l’anima una parte del mio corpo; una parte separata, più piccola, un componente. Sembra quasi che l’anima sia inferiore al corpo.

Ma te lo hanno già detto che l’anima è immortale vero?

E se l’anima è immortale e quindi non muore nemmeno dopo la morte del corpo… come fa ad essere un componente, un pezzo del corpo? Come fa una cosa che non muore a far parte di una cosa che muore?

Capire intanto la frase “Io sono un’anima che ha una mente ed un corpo”, e farla diventare parte di te e del tuo sistema di credenza, ti farà comprendere che anche se hai un corpo che non vuoi e dei pensieri fatti dalla mente che non vuoi,tu sei qualcosa di diverso!

Tu sei qualcosa di superiore al corpo che adesso hai Tu sei anche qualcosa di superiore alla mente: tu sei un’anima che sente emozioni!

Infatti per come li conosco io, i ruoli della triplice correlazione corpo, mente, anima sono:

  • Corpo:fa sentire le cose del mondo e della vita alla mente tramite i 5 sensi; è il mezzo attraverso il quale ci relazioniamo all’universo fisico MEST (materia, energia, spazio, tempo).
  • Mente:elabora le informazioni dell’anima e del corpo in modo che possano essere scambiate tra di loro; se dovessimo fare un paragone, potremmo paragonare la mente ad un computer ed un software che elabora le informazioni di un operatore elettronico (anima) per far muovere un robot (corpo).
  • Anima: sente emozioni e una volta che “prova” qualcosa a livello emozionale comanda la mente che poi muove il corpo per allontanarsi od avvicinarsi dalla fonte della situazione emotiva che sta provando l’anima.

In pratica è il fatto di essere un’anima che ci spinge a fare qualcosa. E’ l’emozione che come anima proviamo che ci spinge a fare o non fare qualcosa…

Ma se ci comportiamo in modo scorretto nel tentare di raggiungere ciò che come anima vogliamo, non è un errore dell’anima dato che l’anima da i comandi; è un errore della mente che esegue i comandi!

La mente però, più precisamente, non commette errori: esegue ciò che ha imparato e che ha visto funzionare allo scopo durante la vita, anche se magari in quel momento non è più funzionale allo scopo stesso.

Se vi sono degli errori nell’esecuzione dei compiti, questi errori quindi non derivano dalla mente da ciò che ha “imparato di scorretto” in precedenza. La mente è un computer perfetto; il software del computer può avere dei difetti però.

Facciamo un esempio: mangiando una torta, dove lo senti il buono?

In bocca, sulle papille gustative ti viene da dire? Ebbene, con tutto quello che hai letto fino adesso, forse puoi ora capire che in effetti, ciò che sentono le papille, sono solo stimolazioni chimiche che il cibo produce sulle cellule della bocca.

Questi “stimoli chimici” vengono poi tradotti e portati al cervello tramite i nervi, dove la mente, il software, li elabora in “pensieri”.

Questi pensieri arrivano automaticamente all’anima.

E l’anima allora cosa fa?

Ma pensa un po… L’anima percepisce ciò che gli ha elaborato la mente e lo paragona con ciò che vuole.

L’anima comunica quindi alla mente l’emozione di cui ha bisogno e la mente esegue.

Il problema sta nel cosa capisce e conosce la mente!

Mettiamo che l’anima di un individuo senta mancanza di affetto (tu forse la chiami solitudine); l’anima allora dice alla mente “Ehi… quello che stai facendo mi fa sentire mancanza di affetto; voglio riempire questa mancanza in modo da sentirmi piena di affetto!”

La mente allora, da bravo computer, provvede e cerca di eseguire il compito assegnatole nel modo che conosce meglio: mettiamo che abbia imparato ad associare al gusto dolce, l’affetto.

Quindi la mente comanda al corpo di prendere una torta e riempire il corpo per colmare la mancanza di affetto.

Ma quindi se l’anima non avesse bisogno di colmare la mancanza di affetto allora la mente, in questo caso, non andrebbe in cerca di dolci?

Beh… diciamo di si; il fatto è che in più, la mente, oltre a sentire i bisogni dell’anima, sente anche i bisogni del corpo e quindi ha il compito di soddisfare anche quelli!

Ecco i 4 pricipali bisogni del corpo:

  1. Aria
  2. Acqua
  3. Cibo
  4. Sonno

Quindi può esserci anche la necessità di aver bisogno di qualcosa di dolce solo per puro bisogno fisico più che per solo bisogno di appagamento emozionale.

Ed indovina un po’: se stai facendo qualcosa per un motivo diversodai quattro scritti qui sopra, non stai facendo niente per soddisfare il corpo ma lo stai facendo per cercare di soddisfarti come anima!

“Quindi sentirmi in colpa ed arrabbiarmi per paura che il corpo ingrassi, quando per esempio mi prende quella fame nervosa o quella stramaledetta voglia di dolci, che so mi fanno stare bene emotivamente, non serve per evitare di ingrassare vero?”

Se te lo stai chiedendo… ottima domanda!

Si comunque.

Arrabbiarsi, magari contro il corpo, vuol dire arrabbiarsi contro un robot.
Mentre adesso abbiamo capito che ciò che fa fare le cose sbagliate al robot è il software vero?! Quindi arrabbiarsi contro il corpo invece che contro la mente, che è vera sorgente del problema, è uno spreco di tempo… o almeno questo secondo me.

Ma se poi la mente (insieme al cervello) è solo un computer perfetto che ha un software difettoso, che esegue comandi per farti stare bene, non servirebbe nemmeno arrabbiarsi con la mente giusto?

Sarebbe meglio invece di arrabbiarsi, cercare di capire i difetti del software della mente, ed iniziare a correggerli no?!

Potremmo quindi, invece di riempirci solo con il cibo che appaga momentaneamente le emozioni, capire il reale bisogno che ha l’anima, dato che, se viene soddisfatto quello, passa la voglia compulsiva di cibo dettata dalla mente, e si ottiene un reale appagamento!

In pratica secondo l’esempio di prima, l’anima vuole soddisfare il suo bisogno di affetto (ti ricordo che è bisogno di affetto in questo esempio; ma si può avere un bisogno di qualcosa di diverso associato allo stesso cibo; ogni persona, ogni anima ha i suoi desideri e la mente di ogni anima, ha propri modi per ottenerla). Se viene soddisfatto nel modo corretto, quindi con l’ottenimento di reale affetto da chi lo si desidera ricevere, l’anima smette di dire alla mente di cercare un modo per colmare questo bisogno. La mente smette allora di far mangiare dolci al corpo, o fargli fare qualsiasi altra cosa che ha associato all’affetto, ed il corpo di conseguenza non ingrassa per l’eccesso di dolci.

Quando la mente non ti spinge più a mangiare dolci per appagare le emozioni, tu mangi solo per fame, senza sensi di colpa e senza ripercussioni negative sul peso!

Non ti sto dicendo però che se mangi solo per fame, mangi qualsiasi cosa senza sentirne il gusto. Assolutamente! Ti sto dicendo che le cose che ti piacciono continuano a piacerti; è che mangiando per fame e non per bisogno di appagamento, inizi a non esserne più schiavo!

Con il metodo Anti-Dieta si iniziano a staccare dalla mente, le associazioni tra cibo ed appagamento emozionale. Inizi a scoprire qual’è il tuo reale bisogno che stai cercando di appagare attraverso il cibo, e ti dai modo di appagarlo nella vita reale attraverso ciò che veramente vuoi invece che attraverso il surrogato che hai voglia di mangiare.

Una volta capito il bisogno nascosto, sarai anche in grado di soddisfarlo nel modo corretto dato che, se sai cosa veramente vuoi, è più facile ottenerlo.

Non è una cosa che si fa in 10 minuti… è vero; ma se mai si inizia a fare qualcosa, mai si ottiene niente della vita!

Consigli di Anti-Dieta

Quando ti accorgi che mangi in modo compulsivo e senza avere un reale senso di fame, fatti queste domande:

  • che emozione provo mentre mangio questa cosa?
  • come mi fa sentire mangiare così adesso?
  • cosa ho legato come sensazione al mangiare questo cibo?

Una volta che riesci a rispondere alle domande qui sopra, prova a rispondere a queste altre e vedi se riesci a scoprire i tuoi reali bisogni:

  • cosa mi soddisferebbe la voglia di provare o non provare questa emozione?
  • cosa dovrei fare o ricevere per sentire la voglia di questa emozione appagata?
  • chi e cosa voglio che faccia questa persona per sentirmi questa emozione appagata?

Spero ti sia piaciuto questo articolo; sono curioso di sapere cosa ne pensi: puoi lasciare un commento se ti fa piacere!

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