Una nuova ricerca dimostra che un dato regime alimentare ha effetti diversi a seconda del profilo genetico di chi lo adotta. Nascono le diete personalizzate a misura di DNA

Il DNA definisce l’unicità di ciascuno di noi, determinando le nostre caratteristiche individuali. Non dovrebbe dunque sorprendere il fatto che un determinato regime alimentare possa essere assai efficace per alcune persone e molto meno per altre.

Tutta questione di genotipi, come conferma un recente studio svolto dai ricercatori della Stanford University, in California, presentato durante il convengo annuale dell’American Heart Association.

Nella ricerca sono state coinvolte 141 donne in sovrappeso, sottoposte a un test del DNA capace di identificare le caratteristiche di tre geni che regolano l’assimilazione di lipidi e carboidrati.
Le partecipanti sono state in seguito divise in due gruppi. Alle donne del primo gruppo è stata somministrata una dieta modellata sul profilo genetico di ciascuna, mentre le volontarie del secondo gruppo hanno seguito un regime alimentare ipocalorico che non teneva conto del test genetico.

I risultati che i ricercatori hanno ottenuto appaiono molto chiari: nel giro di un anno, le donne che hanno seguito una dieta personalizzata in base al proprio genotipo hanno perso, in media, 6,35 chili, quasi il triplo della riduzione di peso riscontrata nelle donne del gruppo di controllo.

Il dottor Christopher Gardner, coordinatore della ricerca, sottolinea che finalmente si hanno prove sperimentali dell’efficacia delle diete abbinate ai singoli profili genetici. E aggiunge che, da qui in avanti, dopo le ulteriori indagini scientifiche di prassi, si può procedere a personalizzare il regime alimentare di ciascun individuo in modo tale da consentirgli di dimagrire molto più efficacemente di quanto non accada ora e senza fare ricorso a farmaci dannosi per la salute.

La possibilità che l’analisi sul DNA costituisca una chiave di volta fondamentale nella lotta contro i chili di troppo è quanto mai incoraggiante, soprattutto perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha segnalato la preoccupante crescita dei problemi di obesità e sovrappeso su scala globale.
Basti pensare che le stime dell’OMS indicavano, nel 2005, che circa un quarto della popolazione mondiale risultava in sovrappeso. Entro il 2015 si prevede che lo sia addirittura più di un terzo degli abitanti del nostro pianeta. Come è noto, obesità e sovrappeso sono condizioni che influiscono negativamente sulle condizioni di salute generale, aumentando il rischio di patologie cardiache, di diabete e di diverse forme di tumore.