La pertinenza medica della dietoterapia si è smarrita nel corso degli anni per l’obesità. Tale settore è stato invaso da esperti improvvisati, più interessati all’aspetto economico che alla salute del paziente. Infatti dai quotidiani, settimanali, senza ricordare a volte le riviste scientifiche, quanti “esperti” si sono cimentati a proporre, o per essere un po’ provocatori, ad “inventare” diete “miracolose” o “moda dipendenti”.

Le domande che nascono spontanee sono: “Ma allora è facile formulare una dieta!”, oppure “Perché ci sono tante diete? Nascondono forse qualche tranello?”

In effetti troppo spesso il paziente viene mal consigliato e spesso purtroppo, la prescrizione viene fatta da “praticoni” e non da specialisti in Dietetica e Nutrizione Clinica.

La dieta anche se ad una prima grossolana valutazione può sembrare scevra di “effetti collaterali” se non viene formulata rispettando i principi di una corretta alimentazione, può portare seri danni al paziente.

Per citare alcuni esempi chiarificatori, quando ci sottoponiamo, malconsigliati, a diete troppo restrittive con conseguenti perdite di peso in un breve intervallo di tempo (8-9 kg in un mese), i danni all’organismo sono notevoli ed a volte irreversibili. Perdiamo più muscolo che grasso ed abbassiamo così il metabolismo basale (calorie che spendiamo per mantenere le funzioni vitali) con la diretta conseguenza che a volte, riprese le normali abitudini alimentari, si recuperano completamente i chili persi, superando spesso il peso iniziale. Quindi numerosi tentativi dietologici senza logica terapeutica, o meglio empirici e scriteriati, sono sempre seguiti nel tempo da insuccesso, innescando la sindrome meglio conosciuta con il termine dello “Yo-Yo” o “weight cycling sindrome“.

Sconsigliamo pertanto vivamente terapie dietologiche drastiche, audaci, empiricamente innovative, spesso prive di criteri scientifici che all’inizio entusiasmano ma che successivamente diventano difficili da seguire e disastrose nei risultati. Quindi un serio programma dietologico deve considerare la rieducazione dello stile di vita del paziente, personalizzando la dieta e rispettando le sue esigenze-abitudini alimentari.